Anosognosia è una parola, coniata dal neurologo francese Joseph Francois Babinski nel 1914, derivante dal greco, composta da “a” indicante un’assenza, “nosos” per malattia e “gnosis” cioè conoscenza.
Anosognosia indica quindi una mancata conoscenza della malattia.
Si tratta di un disturbo neuropsicologico che avviene a causa di una lesione cerebrale specifica o diffusa, frequentemente riscontrabile nelle persone con grave cerebrolesione acquisita (CGA), e indica una scarsa consapevolezza a riconoscere le proprie difficoltà psichiche e motorie a seguito di una lesione cerebrale.
Tale disturbo è spesso associato a disturbi neurologici senso-motori e deficit cognitivi.
L’ anosognosia è un disordine selettivo in quanto una persona può essere scarsamente consapevole di alcune sue difficoltà ma non esserlo per altre. Ad esempio, un paziente potrebbe essere consapevole di alcuni deficit motori ma non dei deficit articolatori.
Inoltre, si può distinguere tra anosognosia verbale, riguardante il diniego verbale delle proprie difficoltà, e anosognosia comportamentale in cui il paziente tende a comportarsi come se non vi fosse nessuna difficoltà.
Quali sono i sintomi dell’anosognosia
Chi soffre di anosognosia non è in grado di identificare o valutare realisticamente le proprie capacità e deficit. È inconsapevole dei propri limiti e crede fermamente di poter fare cose che non è più in grado di eseguire
Per comprendere meglio la sintomatologia del paziente anosognosico è utile spiegare che sono stati individuati tre livelli di consapevolezza (Crosson et al., 1989):
- Consapevolezza intellettiva: riguardante la capacità della persona di descrivere i propri deficit senza riuscire a identificare le potenziali conseguenze in termini di difficoltà nell’esecuzione di un compito. Ad esempio, la persona potrebbe descrivere la difficoltà di movimento di un arto superiore ma, successivamente, pensare di poter utilizzare tale parte per svolgere un’attività come afferrare un bicchiere e bere in autonomia.
- Consapevolezza emergente: riguardante la capacità della persona di riconoscere l’esistenza di un problema solo quando esso si verifica. Ad esempio, una persona con difficoltà di deambulazione potrebbe sostenere di potersi alzare dalla carrozzina e camminare ma riconoscere di non poter svolgere tale azione nel momento in cui ci prova.
- Consapevolezza anticipatoria: riguardante la capacità della persona di riconoscere la presenza di un deficit a causa del danno cerebrale. Ad esempio, la persona potrebbe riferire di non poter muovere una gamba a seguito di un’incidente che gli ha provocato quel deficit motorio.
A volte, se la persona anosognosica viene messa a confronto con i suoi deficit, può ricorrere all’utilizzo di confabulazioni cioè fornire spiegazioni assurde e incoerenti con la realtà dei fatti.
Bisogna, però, distinguere le confabulazioni dalla volontà di mentire poiché il paziente cerca di rispondere alla domanda dando un senso a ciò che accade collegando informazioni, date, luoghi e persone che non c’entrano nulla ma dotate di significato per lui.
Come Gestire l’Anosognosia
Vivere accanto a una persona con anosognosia può essere complicato.
È quindi utile adottare strategie per gestire la confusione e le domande del proprio caro in modo efficace. Per alcune utili indicazioni e suggerimentio ti invitiamo a leggere il nostro articolo su come comportarsi con una persona con anosognosia.
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