Nonostante la varietà dei comportamenti che possono disturbare la vita del paziente e quella dei caregivers, è possibile far attenzione a delle variabili situazionali che possano aiutare a comprendere e prevenire possibili comportamenti inadeguati.
Per prima cosa sarebbe utile individuare il luogo in cui la persona mette in atto il comportamento per capire se certe caratteristiche ambientali possano creare un disagio e scatenare delle reazioni difensive.
Ad esempio, il paziente potrebbe essere spaventato da un ambiente non familiare particolarmente rumoroso e rispondere alla paura con un comportamento aggressivo.
Altrettanto importante è il momento in cui si manifestano certi comportamenti: i diversi orari della giornata possono indicare una diversa fatica a cui segue una diversa risposta.
Ad esempio, al mattino il paziente potrebbe essere più confuso e disorientato mentre alla sera potrebbe essere più stanco: il disorientamento potrebbe rendere il proprio caro più irrequieto ed agitato o aggressivo mentre la stanchezza potrebbe favorire un comportamento impulsivo e/o aggressivo.
Infine, è importante riconoscere se le situazioni in cui si verificano dei comportamenti non adeguati siano riferite alla relazione con una persona specifica che potrebbe formulare troppe richieste o avere un atteggiamento giudicante nei confronti del malato.
Tutti questi elementi sono importanti per sapere come è possibile aiutare il paziente ad evitare che reagisca alle situazioni con comportamenti inadeguati.
Un corretto atteggiamento e una corretta comunicazione possono aiutare a mitigare il comportamento in eccesso del proprio caro: ascoltare in modo partecipe e attivo può far sentire la persona accolta e diminuire il suo disagio.
Il caregiver e gli operatori dovrebbero assumere espressioni rassicuranti e un tono di voce calmo in modo da non comunicare paura ed evitare gesti bruschi che possano rendere nervoso il malato.
Inoltre, è utile offrire delle alternative: ad esempio proporre un’attività gradita in modo da spostare l’attenzione dalla situazione problematica ad una più piacevole.
Infine, è molto importante evitare di porsi in contrasto, discutere e contraddire il malato perchè potrebbe sentirsi aggredito e reagire aumentando l’intensità del comportamento inadeguato: ad esempio, se si contraddice il malato sulla sua capacità di gestire la rabbia questo potrebbe aumentare il suo stato emotivo e renderlo ancora più aggressivo di prima.
In conclusione, bisogna ricordare che il paziente utilizza questi comportamenti a causa di una malattia o di una lesione: egli non vuole intenzionalmente agire in quel modo nè provocare sofferenza a chi gli è vicino.
Anche per i caregivers è importante poter chiedere aiuto, sentirsi ascoltati e accolti nelle loro difficoltà: assistere un malato con queste problematiche richiede un grande sforzo psicologico e per questo è fondamentale che possano ottenere un supporto da altri professionisti.
L’associazione Samudra Insieme con l’esperienza di oltre vent’anni sostiene e supporta le famiglie in questo grande percorso di cambiamento.
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